Van Gogh e i suoi Girasoli
I girasoli furono dipinti da Van Gogh tra il 1888 e il 1889. Una prima serie venne realizzata per l’atelier in cui il pittore aveva intenzione di lavorare insieme all’amico Gauguin, la seconda invece per la canasta da letto dell’amico.
Nei Girasoli Van Gogh cattura ed immortala l’essenza della natura che mai morirà e di un sole che mai tramonterà. Tuttavia essi esprimono anche la vera anima del pittore: un’anima tormentata, che oscilla tra attimi di serenità e momenti di difficile depressione e angoscia.
I girasoli raffigurati sembra infatti quasi vicini all’appassimento, sebbene siano, allo stesso tempo, anche l’emblema della vitalità.
Schopenhauer diceva che l’uomo è un pendolo che oscilla fra il dolore e la noia, Leopardi esprime qualcosa di analogo nella sua lirica “Il sabato del villaggio”. Van Gogh di fatto esprime proprio questo: il tentativo, spesso vano, di tendere con ogni sforzo possibile e immaginabile alla vita e alla felicità. Van Gogh, purtroppo, non riuscì a far prevalere il desiderio della vita su quello della morte, ma sicuramente si impegnò affinché potesse riuscirci.
È triste pensare che un quadro così gioioso dica qualcosa di molto più triste di quello che si immagini, ma, al contempo, è necessario tenere a mente che Van Gogh non sarebbe stato il genio della portata che fu, se avesse avuto un’anima tanto in guerra con sé stessa.



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