Papa Clemente V
Benvenuti in questa nuova rubrica nata con la collaborazione di Giovanni Conti, in cui andremo a recuperare -ammaliati dal fascino della visita ad Avignone- i papi che da quella città diedero un nuovo volto per oltre settant'anni al mondo cattolico; quali i loro segreti, il temperamento e gli aneddoti di ognuno. Iniziamo con il papa da cui la cattività avignonese ebbe inizio : Clemente V, il fantoccio del re di Francia.
Figlio d'arte, nella sua famiglia guascona vantava già diversi vescovi e cardinali prima di essere nominato lui stesso arcivescovo di Bordeaux da Bonifacio VIII, il papa celebre per aver costretto Dante e Petrarca all'esilio. Malgrado fosse un tempo, quello del 1300, in cui le nomine ecclesiastiche erano favorite più dal nipotismo che dal merito effettivo del singolo, tuttavia non ve ne fu una più azzeccata: in poco tempo fu in grado di far toccare al potere della chiesa in Francia apici mai esplorati e risolvere le complicate tensioni tra i Francia e Inghilterra, eterni rivali. Un curriculum invidiabile insomma, che gli spianò la strada per il soglio pontificio nel 1305. Il resto è storia, con una carriera spesso oggetto del biasimo più amaro da parte dei posteri, vuoi per la sua reputazione di fantoccio del re di Francia o per la sua decisione di sopprimere il rinomato ordine templare e che si chiuse con un tumore intestinale all'età di soli cinquant'anni.
Clemente V era una vera e propria celebrità per la sua epoca e la letteratura non tardò a trattarlo; Dante lo chiama "il Guasco"(il Guascone) con tono tutt'altro che benevolo e lo colloca all'inferno definendolo un pastore senza legge, colui che intento a favorire gli interessi della monarchia francese "l'alto Arrigo inganna" ovvero l'imperatore e il potere legittimo dato da questi.
Proseguite per vedere chi sarà il prossimo papà!



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