Nizza: antica gloria italiana
Foto di Nizza
Nizza non è sempre stata francese ma
lo è diventata solo nel 1860, fino a quel momento è stata una città italiana, o
meglio... sabauda.
Nizza è diventata italiana proprio nel 1338 quando il comune di
Nizza in funzione antiprovenzale decise di mettersi sotto la protezione di
Amedeo VII di Savoia, il quale assunse il titolo di conte di Nizza. Fino al 1860 quando Nizza fu
nuovamente, e definitivamente, annessa alla Francia, assieme alla Savoia,
in seguito agli Accordi di Plombières e al Trattato di Torino, come compenso territoriale per l'aiuto dato dalla Francia al Risorgimento Italiano nella guerra
con l'Austria, che aveva portato all'annessione
della Lombardia. L'annessione fu ratificata
anche dal plebiscito della
popolazione con 25.743 a favore, 160 voti contrari e 5.000 astenuti. Giuseppe Garibaldi nato a Nizza durante il precedente periodo francese, era
opposto alla cessione, e affermava che il plebiscito fosse stato pilotato in
funzione filo-francese, con il consenso dei Savoia. Emigrarono in Italia oltre 11.000
persone da Nizza nel decennio successivo al 1861. Altri nazionalisti nizzardi
continueranno a lungo a contestare l'illegittimità dell'annessione.
nel 1871 il malcontento degli italiani a Nizza verso
la Francia si esprimere nei tre giorni di rivolta popolare, promossi dallo stesso Garibaldi. Dopo che ebbero ottenuto la quasi totalità dei voti alle
elezioni generali (26.534 voti su 29.428 voti espressi), i filo-italiani
scesero in strada al grido di Viva Nizza, Viva Garibaldi. Il governo francese inviò a Nizza 10.000
soldati, chiuse il giornale Il Diritto e incarcerò molteplici irredentisti. La
popolazione di Nizza si sollevò dall'8 al 10 febbraio ma fu repressa dalle
truppe francesi. Il 13 febbraio Garibaldi, cui era stato negato di prendere la
parola davanti al parlamento francese riunito a Bordeaux per rivendicare la riunificazione del
Nizzardo alla madrepatria italiana si dimette da deputato. Il fallimento
dei Vespri portò all'espulsione degli ultimi irredentisti da Nizza, tra cui Luciano Mereu e Giuseppe Bres.


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