Santon: tra Napoli e Provenza
L'escursione nel pietroso borgo di les Baux, sembra un viaggio nel tempo: un villaggio congelato nelle sue tradizioni, con chiese, fortezze e sentieri acciottolati che adottano il visitatore all'interno delle sue mura e lo proiettano nel medioevo fiabesco rappresentabile solo dalle più raffinate pellicole cinematografiche. Lì veniamo a contatto con le usanze rimaste pressocché invariate da secoli, quella più familiare e allo stesso tempo particolare è data dai santons; dal provenzale "santoun", piccolo santo, il nome indica delle statuette d'argilla, dalle più tradizionali rappresentanti personaggi della natività, alle più popolari e folkloristiche, mostranti mestieri del secolo scorso "in miniatura". La loro storia è profondamente legata a quella del presepe napoletano, da cui molto probabilmente discendono, ma sarà solo durante la Rivoluzione Francese che queste prenderanno piede in modo massiccio nel territorio divenendo un marchio di fabbrica al 100% occitano. Nel periodo in cui il popolo, stanco dei soprusi da sempre subiti per mano dei nobili, decise di recidere una volta per tutte il proprio passato, la religione fu abolita in quanto giustificava e incoraggiava la società dell'Ancien regime. Le chiese vennero chiuse, ma il Mezzogiorno francese profondamente legato al cristianesimo non era ancora pronto a mettere da parte la sua fede e iniziò a fabbricare santons per un culto più domestico e segreto. Stiamo parlando quindi non solo di una tradizione, ma di un documento, il simbolo di resistenza verso lo Stato, di una Francia meridionale orgogliosa della sua unicità e diversità che risalta ancora oggi. Uno dei primi maestri artigiani a realizzarli fu Jean Louis Lagnel che intuì le potenzialità dell'argilla per lo scopo, modellandola e facendone seccare la forma per due o più volte con l'ausilio di uno stampo a gesso, per poi dipingerla con tempere e vestirla. Da allora i santons acquisirono una fama sempre più amplia tanto che nel 1803 si istituí a Marsiglia la prima sagra in loro onore, la Fiore aux Santons destinata poi a ripetersi ogni anno nel periodo tra novembre e gennaio.
Ne esistono di varie misure, ma i più grandi toccano persino i 20 cm di altezza, e le varianti sugli scaffali dei negozi sono ampie: il Pistachié, lo stupido del villaggio, spesso affiancato da un asino carico di sacchi; la Roustido, la borghese dall’ombrello rosso, l’Arlesienne(donna di Arles) e l'immancabile Bartomiou, l’ubriacone. E voi quale scegliereste?



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