Our Tomorrow
“What are you doing with our tomorrow” è una stampa che viene disegnata sui muri ed è circoscritta all'ambito ecologico. La Francia partecipa attivamente alla transizione ecologica che comprende diverse potenze e paesi che hanno aderito all’Agenda 2030. In particolare al nord (Parigi), ruolo fondamentale per questo lo h rivestito la Convenzione cittadina per il clima (Convention Citoyenne pour le Climat). La commissione socio economica ha sorteggiato 150 membri secondo 6 criteri: sesso, età, titolo di studio, categoria socio-professionale, tipo di territorio e zona geografica150 membri di questa commissione sono stati sorteggiati fra la popolazione francese tenendo conto di sei criteri: sesso, età, titolo di studio, categoria socio-professionale, tipo di territorio e zona geografica. L’istituto Harris Interactive che ha effettuato il sorteggio non ha selezionato i partecipanti all’assemblea in base alla loro esperienza, ma lo ha fatto in modo da avere un campione rappresentativo della società francese.
Per nove mesi i membri della Convenzione cittadina hanno provato a rispondere a una domanda non semplice: “Come ridurre almeno del 40% rispetto al 1990 le emissioni di gas serra da qui al 2030, nel rispetto della giustizia sociale?”. Nel corso dei lavori, l’assemblea dei cittadini ha potuto contare sul sostegno di un Comitato di governance composto di esperti tecnici e giuridici e di professionisti della partecipazione e della deliberazione collettiva.
I risultati
Frutto del lavoro dell’assemblea sono le proposte della Convention Citoyenne pour le Climat pubblicate per la prima volta il 26 giugno 2020 e successivamente aggiornate e integrate il 21 gennaio 2021. Prima di redigere il testo con le conclusioni, i membri dell’assemblea si sono confrontati con amici, vicini, concittadini, associazioni ed eletti delle istituzioni locali e nazionali.
“Questi incontri” si legge nel documento contenente le 149 proposte, “ci hanno permesso di raccogliere tutta l’esperienza e il sentito dei nostri interlocutori, in modo da confrontare le nostre riflessioni alla realtà quotidiana ma anche alle questioni economiche, geografiche, politiche e sociali di ogni territorio.” Una delle premesse nella compilazione del documento programmatico è stato l’equilibrio fra le realtà metropolitane e quelle delle regioni più periferiche, comprese quelle d’oltremare.
Nata in epoca pre-pandemica, in contemporanea con l’apice delle proteste dei gilet gialli e con l’ascesa mediatica di Greta Thunberg, la Convention Citoyenne pour le Climat ha provato a rispondere a una serie di istanze di matrice socio-ambientale provenienti dal basso suddividendo il suo rapporto finale in cinque grandi aree tematiche: consumi, produzione e lavoro, mobilità, edilizia e alimentazione.



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