Laura: un nome, un mistero


Celebre tanto quanto la Beatrice dantesca, Laura - la donna amata e cantata da Francesco Petrarca - è in realtà oggetto di un'analisi più approfondita da parte degli studiosi. Se difatti l'esistenza di Beatrice Portinari è accertata da numerosi documenti storici, lo stesso non si può dire di colei alla quale Petrarca dedicò Chiare, fresche et dolci acque, oltre che il Canzoniere. 

Alcuni storici tendono ad associare questo nome a Laura de Sade, moglie del marchese Hugo de Sade, e il suo nome da nubile sarebbe stato Laura de Noves. Vivendo ad Avignone, Petrarca l'avrebbe incontrata là il Venerdì Santo del 1327 e se ne sarebbe innamorato profondamente a prima vista. 

Eppure, ovviamente, non sono tutti convinti della validità di tale ipotesi: secondo altri studiosi, il nome "Laura" è in realtà un riferimento al laurus, l'alloro, la pianta con cui venivano coronati i massimi poeti in associazione al dio greco della poesia Apollo. Questa figura retorica è nota con il nome di "senhal" e consiste in un appellativo generalmente associato alla donna amata. Petrarca avrebbe quindi nascosto dietro questo gioco di parole il suo desiderio di essere annoverato tra i grandi dell'arte poetica. 

Chi Laura sia veramente rimane ancora un mistero, il quale tuttavia ci ha donato alcune delle poesie d'amore più belle della letteratura italiana, e una celebrazione immortale della gloria del poeta. 



Targa che ricorda il luogo in cui Petrarca compose Chiare, fresche et dolci acque presso le sorgenti di Fountain de Vaucluse 

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