"La ginestra"
Una delle ultime tappe del viaggio di istruzione in Provenza è stata il Pont du Gard. Avere la possibilità di osservare da vicino il ponte costruito dai romani, e camminarci sopra, è stata un’esperienza sensazionale. È stato possibile percepire tutta la piccolezza dell’essere umano in confronto all’immensità di una tale costruzione, e ciò mi ha permesso di accostare la ginestra sparsa qua e in là per il paesaggio circostante il ponte, all’omonima poesia di G. Leopardi. In modo particolare risulta interessante paragonare la social catena di cui parla il poeta nella sua lirica, alla social catena che ha reso possibile la costruzione del Pont di Gard. La social catena di Leopardi rende possibile, concretamente, vivere all’uomo. Infatti l’autore suggerisce all’umanità di superare le discordie e di unirsi. Quella dei romani fu imprescindibile perché si potesse dar vita a un tale capolavoro. È impensabile infatti che il ponte potesse avere vita senza un insieme di persone, di menti, di mani, di corpi e di anime che si aiutassero a vicenda e che si mettessero al servizio non solo gli uni degli altri, ma anche dell’impero.
“[…]
Così fatti pensieri
quando fien, come fur, palesi al volgo,
e quell'orror che primo
contro l'empia natura
strinse i mortali in social catena,
fia ricondotto in parte
da verace saper, l'onesto e il retto
conversar cittadino,
e giustizia e pietade, altra radice
avranno allor che non superbe fole,
ove fondata probità del volgo
così star suole in piede
quale star può quel c'ha in error la sede.
[…]”


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