"Bon voyage!"
È quasi la fine di marzo del 2024 quando quegli stessi ragazzi hanno cominciato il loro ultimo viaggio insieme prima della maturità.
Quei ragazzi siamo noi, pieni di tanta voglia di vivere a pieno questa esperienza conclusiva di un percorso lungo, ma pregnante, ed emozionante.
È bello accostare Odisseo a ciascuno di noi perché l'eroe greco esemplifica a pieno il significato e il senso di un viaggio.
Per chi non lo sapesse Odisseo è un uomo che spese ben 10 anni della sua vita in viaggio, per mare, in balia delle onde e senza alcuna certezza se non quella di poter contare su di sé e sui suoi compagni. Uomo che fu sempre mosso da un desiderio ben preciso nel suo cuore, e cioè raggiungere la meta a cui si era prefissato di arrivare: tornare al suo "oikos" (termine greco che indica la casa e la famiglia) e in particolare alla sua Penelope.
Odisseo è uno di noi, Odisseo siamo noi.
I suo viaggio è il nostro viaggio.
Ci sono solamente pochissime differenze: una diversa meta e un diverso mare.
Inoltre, ritenendo che non fosse sufficiente avere il solo punto di vista degli studenti e dei ragazzi, ho voluto chiedere ad alcune docenti, che hanno esperienza e saggezza da vendere, nostre accompagnatrici, come definirebbero, in poche parole il termine e il concetto di "viaggio".
La professoressa A. Pitzalis lo definisce come: "semplicemente la vita".
La professoressa R. Roll lo definisce come: "un momento di libertà".
E forse il "nostos" di Odisseo non è anche questo? Voi che ne pensate?



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